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APPROFONDIMENTI
IL ‘PRINCIPIO DEL MINIMO’ IN AGRONOMIA E BIOLOGIA: LA LEGGE DI LIEBIG
La Legge di Liebig, comunemente conosciuta come legge del minimo, è un principio fondamentale in agronomia e biologia che si basa sull’idea che la crescita degli organismi, in particolare delle piante, non è determinata dalla disponibilità totale di risorse, ma piuttosto dalla quantità della risorsa più scarsa o limitante. Questo concetto ha un'importanza cruciale per comprendere le dinamiche ecologiche e agricole.
L'AGRICOLTURA RIGENERATIVA: UN NUOVO APPROCCIO PER LA SOSTENIBILITÀ
Negli ultimi anni, l'agricoltura rigenerativa è diventata un argomento di grande interesse, grazie all'adozione da parte di importanti marchi del settore alimentare.
Tuttavia, le sue radici risalgono a diversi decenni fa e trovano origine negli Stati Uniti.
Le pubblicazioni scientifiche più recenti mostrano chiaramente che non esiste una definizione univoca di agricoltura rigenerativa. Alcune definizioni si concentrano sui processi e le tecniche da adottare, mentre altre sui risultati da ottenere. Questa mancanza di una definizione universalmente condivisa ha portato la comunità scientifica a considerare l'agricoltura rigenerativa più come un movimento che come un metodo produttivo ben delineato.
UN NUTRIENTE ESSENZIALE :
L'IMPORTANZA DEL FOSFORO IN AGRICOLTURA
Il fosforo è uno degli elementi nutritivi di più critica gestione in agricoltura, considerata la sua importanza per la nutrizione delle piante e la sua scarsa disponibilità. Parte della triade dei macronutrienti insieme ad azoto e potassio, esso entra in gioco nella fotosintesi, nei trasferimenti di energia (come componente dell’ATP), nella sintesi proteica, nella fioritura, nell’irrobustimento delle pareti cellulari, nello sviluppo vegetativo e in molti altri processi basilari. La disponibilità di fosforo per le piante coltivate è quindi fondamentale per garantire le rese.
La sostanza organica del suolo rappresenta un elemento cruciale per la salute del
nostro ambiente e delle colture. Essa è composta principalmente da residui vegetali in decomposizione e, in misura minore, da residui animali. Questa sostanza non solo fornisce energia e nutrienti essenziali, ma è anche il prodotto dell'attività dei microrganismi presenti nel suolo.
Sebbene l'origine del materiale organico sia prevalentemente vegetale, nel tempo, esso viene dominato da molecole di origine microbica. A questi apporti naturali si sommano quelli antropici derivanti dalla fertilizzazione.

DISPONIBILE È "DIVERSO" DA SOLUBILE
Per l’agricoltura il suolo è il fattore produttivo primario senza il quale non è possibile la coltivazione delle piante. Da un punto di vista ambientale il suolo è un elemento primario dell’ecosistema , insieme ad acqua, aria ed organismi viventi, e pertanto necessita di essere protetto e preservato da possibili fenomeni di degradazione. L'impiego non razionale di concimi, però, slegato dalla conoscenza della reale fertilità dei terreni, provoca delle ricadute negative sulla qualità dei prodotti e sull’ambiente oltre che sullo stesso reddito degli agricoltori.

UN'ANALISI NECESSARIA
I FERTILIZZANTI CHIMICI ED IL LORO IMPATTO AMBIENTALE
L’agricoltura moderna si basa spesso sull’uso di fertilizzanti chimici per massimizzare la produttività. Tuttavia, è fondamentale riconoscere le implicazioni ambientali di queste pratiche.
I fertilizzanti, composti chimici dell’azoto, non solo influenzano il suolo e la biodiversità, ma sono anche all’origine di emissioni di N₂O, un gas climalterante 273 volte più potente della CO₂. I fertilizzanti chimici sono formulati per fornire nutrienti specifici, in particolare azoto, fosforo e potassio (NPK), ma non apportano materia organica al suolo. Questa mancanza di nutrienti organici può compromettere la salute a lungo termine del terreno. Al contrario, i concimi organici, come letame e compost, non solo forniscono nutrienti, ma migliorano anche la struttura del suolo e promuovono un microbioma sano. Pertanto, la transizione verso pratiche agricole più sostenibili, che privilegiano l’uso di concimi organici, è essenziale per ridurre le emissioni di gas serra e contribuire alla salute del nostro ambiente.

L'IMPATTO AMBIENTALE DEI SISTEMI ALIMENTARI GLOBALI
A livello globale, i sistemi alimentari sono i maggiori responsabili dell'80% della deforestazione e dell'utilizzo del 70% dell'acqua dolce, risultando la causa principale della perdita di biodiversità. Sommando le emissioni di CO2 legate ai cambiamenti nell'uso del suolo per la produzione alimentare e delle materie prime, insieme a quelle di metano (CH4) generate dai ruminanti e di protossido di azoto (N2O) derivante dall'uso di fertilizzanti chimici, raggiungiamo complessivamente il 29% delle emissioni climalteranti mondiali.
Tutto questo sta causando un degrado progressivo, che già ora ha superato il 52% del totale dei suoli disponibili e non vede arretramenti. Mettere in campo azioni concrete per invertire il processo, prima che sia troppo tardi è possibile anche attraverso l’agricoltura rigenerativa

GLOBAL LAND OUTLOOK
Il Global Land Outlook è un rapporto fondamentale delle Nazioni Unite che analizza lo stato attuale delle risorse terrestri e il loro utilizzo sostenibile. Pubblicato nel 2022, il documento evidenzia l’importanza della gestione del territorio nel contesto del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e della crescita demografica.
Il Global Land Outlook è un appello all’azione per i decisori politici, gli agricoltori e la società civile. La salvaguardia delle terre è fondamentale per garantire il benessere umano e la sostenibilità ambientale. Investire in pratiche agricole sostenibili e ripristinare gli ecosistemi sono passi cruciali per affrontare le sfide globali del nostro tempo.
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